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“L’ autorevole rivista scientifica Lancet, ha definito l’impianto della protesi d’anca ‘l’intervento del secolo, per l’assai favorevole rapporto fra costi/disagi del paziente e benefici” (The Lancet 2007).

protesi d'anca con accesso anteriore mininvasivo sala operatoria roma ortopediaCon circa 100.000 interventi chirurgici di sostituzione protesica eseguiti ogni anno in Italia, l’anca è l’articolazione più frequentemente protesizzata. In tutti i maggiori centri chirurgici ortopedici italiani, il materiale protesico che viene impiantato presenta caratteristiche simili, quindi quello che fa realmente la differenza in termine di dolore post operatorio, rischio di lussazione e tempi di recupero è la via di accesso chirurgica utilizzata.

Per spiegare in termini semplici cosa rappresenta questa tecnica dal punto di vista dell’innovazione chirurgica, proviamo ad utilizzare una metafora; si può, infatti, entrare in una stanza in diversi modi: abbattendo un muro (chirurgia tradizionale) oppure aprendo semplicemente la porta (accesso anteriore mininvasivo). Così durante l’intervento possibile accedere all’articolazione dell’anca artrosica da sostituire, attraverso un approccio più demolitivo che non rispetti i piani anatomici oppure tramite un approccio mininvasivo che preveda il risparmio dei tessuti circostanti, in maniera meno traumatica.

Fiore all’occhiello dell’equipe chirurgica Roma Ortopedia, coordinata dal dottor Giancarlo De Marinis, è proprio l’accesso anteriore mininvasivo.

La tecnica non prevede, appunto, alcuna sezione muscolare o tendinea, il che si traduce in un enorme vantaggio per il paziente in termini di riabilitazione post-operatoria. Il paziente infatti sarà in grado quindi di camminare già 3 ore dopo l’intervento chirurgico; ad 1 mese dall’intervento la maggior parte delle attività quotidiane potranno essere svolte senza difficoltà.

protesi d'anca con accesso anteriore mininvasivo intervento del team di roma ortopediaQuali sono i vantaggi dell’accesso mini-invasivo anteriore rispetto gli altri approcci chirurgici all’anca?

  • Un più rapido recupero post operatorio poiché permette al chirurgo di lavorare tra i muscoli e i tessuti senza staccarli o tagliarli, mantenendoli integri: la chinesi terapia passiva ed attiva assistita attuata già in prima giornata, il carico totale concesso da subito.
  • minore perdita ematica intra-operatoria: è stato preso in considerazione il valore di emoglobina fino alla settima giornata postoperatoria, evidenziando un risparmio di sangue reinfuso di circa il 25% rispetto alle altre vie di accesso chirurgico all’anca.
  • Aiuta a prevenire il rischio di lussazioni protesiche, mantenendo la nuova articolazione in sede proprio grazie alla conservazione integrale delle strutture muscolari che non vengono sezionate come negli altri accessi chirurgici.
  • Minore dolore muscolare che si traduce in un’immediata ripresa della funzionalità dell’articolazione: come sopra menzionato non si seziona alcun capo muscolare a differenza degli altri accessi chirurgici.
  • Cosmesi della cicatrice chirurgica: l’accesso chirurgico mini-invasivo si traduce in una cicatrice chirurgica di piccole dimensioni.

Chi è il paziente ideale, candidato all’intervento di protesi di anca con accesso anteriore mininvasivo?

Tutti i pazienti affetti da coxartrosi o da altre patologie dell’anca, possono essere sottoposti, qualora necessario, ad intervento di protesi di anca con accesso anteriore mininvasivo. Tuttavia è il paziente “giovane” che ottiene il maggior beneficio da questo approccio chirurgico, in quanto gli consente di ritornare “nel più breve tempo possibile” alle “normali” attività della vita quotidiana.